La responsabilità di governare
e la favola dei burattinai che muovono i fili
Qualche giorno fa, scrollando i social, mi sono capitate delle immagini di Cuba al buio, dove ormai da tempo si consuma una tragedia umanitaria senza precedenti.
Di chi è la colpa di tutto ciò?
È facile additare, a ragione, gli Stati Uniti che, attraverso un embargo iniziato nel 1958, hanno reso praticamente impossibile la vita ai cubani, che ancora oggi guidano auto degli anni ’60 rimaneggiate.
Bisogna però dire una cosa.
La classe dirigente di un Paese, che sia capitalista, socialista o di qualsiasi altro orientamento, rimane tra le principali responsabili di ciò che accade al suo interno.
Il regime cubano sta scegliendo una strada che non si è potuto permettere, che non ha la forza di mantenere e perciò a pagare sono le persone, vittime di una scelta anti-imperialista.
Chi ci governa sceglie per noi, e non è possibile dare sempre la colpa agli altri.
In Italia, purtroppo, il giornalismo mainstream spesso tende a commettere questo errore: dare per scontato, quando interroga la politica, che la classe dirigente non possa fare nulla o non conti nulla di fronte ai problemi che attanagliano il Paese. Di contro, la classe politica sfrutta questa narrazione per lavarsene le mani, attribuendo la colpa a qualcosa o a qualcuno “al di sopra”, senza che si capisca mai bene chi.
“Non possiamo andare contro gli americani”,
“Ormai la Cina ci sta rubando tutte le industrie”,
“L’immigrazione clandestina è inarrestabile”,
“L’Unione Europea ci soffoca con i suoi regolamenti”,
e, ultimo, “La politica non può nulla contro la magistratura”.
Tutte queste, signori, non sono altro che menzogne, smentite dalla realtà dei fatti.
Vi svelo un segreto, giusto per fare un esempio: non c’è nessuna autorità al di sopra degli Stati e dei Capi di Stato e di governo. I burattinai rettiliani lasciamoli ai complottisti.
L’Unione Europea, che pure è un organismo molto particolare, segue logiche intergovernative: se non c’è l’accordo dei capi di Stato, non si fa nulla. Ed è questa la verità.
La crisi energetica attuale è frutto di scelte sbagliate prese dai governi passati: bassi investimenti nelle rinnovabili, dipendenza dal gas russo, mancato sviluppo dell’energia nucleare (ahimè, con il referendum ci abbiamo messo del nostro).
La responsabilità di governare deve tornare al primo piano.
Presentare il referendum come uno scontro tra “buoni” e “cattivi” è stata una scelta comunicativa legittima per chi governa; tuttavia, non è poi possibile attribuire agli elettori la responsabilità se questa impostazione, anziché generare fiducia, ha prodotto l’effetto contrario.
Purtroppo, in Italia siamo i campioni del cosiddetto blame shifting.
Ma andiamo con ordine sugli esempi che vi ho portato.
È notizia di pochi giorni fa che Crosetto ha vietato l’utilizzo di Sigonella: ma allora è possibile fare la voce grossa con gli americani? Non eravamo una colonia?
Sulla Cina: perché permettiamo che i loro prodotti a basso costo continuino a invadere i nostri mercati? Sappiamo benissimo che le imprese cinesi beneficiano di sussidi statali e di regole meno stringenti, creando concorrenza sleale. Perché non adottiamo gli strumenti di golden power per evitare che porti italiani ed europei finiscano nelle mani cinesi? I rischi di questa pervasività sono ormai noti a tutti.

Dossier immigrazione: chi è che ha chinato il capo e ha deciso di accettare la destabilizzazione del Nord Africa, tra interventi militari e sostegno a dinamiche di rivolta?
Per quanto riguarda l’Unione Europea, anche noi ne facciamo parte: i nostri parlamentari contribuiscono a fare le leggi e le nostre rappresentanze partecipano ai processi decisionali. Dare la colpa all’Europa equivale, in fondo, a prendersela con se stessi.
Quanto al conflitto tra magistratura e politica, pur essendo stato — e restando — favorevole alla riforma, l’attacco frontale alla magistratura è stata una scelta eminentemente politica. Era davvero indispensabile? Le campagne di delegittimazione sono lo strumento più adatto per correggere le evidenti criticità dell’autogoverno dei magistrati? Forse un confronto più aperto tra le parti sarebbe stato opportuno.
In sostanza, tendiamo spesso a credere che esista qualcuno al di sopra di noi che tira le fila, come un burattinaio, e che chi ci governa non sia in grado di fare di meglio.
Non è così, non lo è stato e non lo sarà mai.
La responsabilità è sempre di chi governa, a qualsiasi livello: dallo Stato alla più piccola associazione.
C’è solo un problema: più si sale, più diventa facile dare la colpa agli altri.
Non molliamo, avanti tutta! E Buona Pasqua!
p.s.
Dare tutta la colpa della mancata qualificazione dell’Italia ai mondiali a Gravina, rientra proprio in questo paradigma! Qualcuno parli anche delle responsabilità di Gattuso!




La critica a Conte sulla Via della Seta è abbastanza ipocrita: si finge scandalo per un accordo che altri paesi europei hanno fatto in forme diverse da anni. La vera colpa di Conte attaccato da tutto l'apparato economico finanziario bancario confindustriale era quella di cercare di sfoltire la selva di privilegi accumulati da un 'elite predatoria sulla nostra società a cominciare con la prescrizione
Su Cuba poi si continua a ignorare deliberatamente l’embargo USA, come se fosse un dettaglio irrilevante e non uno dei fattori principali della crisi economica. Onore ai Cubani che tirando la cinghia stanno resistendo ben dal 1958 quando noi ce la stiamo già facendo nelle braghe per il blocco di Hormuz
E sul nucleare, l’Italia ha fatto una scelta ideologica di dismissione senza avere un piano alternativo serio . Dopo Cernobyl eravamo tutti spaventati e tanti hanno cominciato a rivedere i piani per quelle centrali che non erano quelle più sicure che oggi il progresso sembra prometterci. Io personalmente avevo votato al referendum per mantenerle ma poi quasi mi son pentito del mio voto quando abbiamo visto la rivolta del Sud contro il deposito dei rifiuti radioattivi a Scansano Ionico luogo che era stato studiato come arcisicuro. Così oggi li abbiamo sparsi per vari luoghi alcuni anche molto rischiosi ed in parte depositati all'estero dietro pagamento ed impegno a riprenderceli. Un po' come la rivolta a Melendugno per l'arrivo del Sud Stream che ora contribuisce a farci sopravvivere. Mi sembrerebbe logico punire quella gente con un contingentamento di uso del gas